Agosto 2026

Battuto il record di caldo di agosto 2003

1-14: Una prima metà rovente

Gli ultimi anni, ed in particolare quest'estate, ci avevano abituati ad ondate di caldo eccezionale per durata e persistenza, ma quella protrattasi dalla fine di luglio alla metà di agosto le ha battute tutte: per oltre due settimane la temperatura media si è mantenuta attorno a 30°C, con la prima decade agostana chiusasi a +29,98°C (appena al di sotto del recente record di giugno). I singoli picchi non sono da primato, sulla giornata è ancora il 2003 a dominare, ma in termini di durata delle anomalie positive il 2026 non ha rivali nel recente passato. Fino alle porte di ferragosto, periodo un tempo noto per la famosa burrasca che poneva fine all'estate, persistono valori sempre oltre i 35°C di giorno e i 21°C di notte. Il tempo su tutta l'Italia si mantiene sereno, stenta a svilupparsi persino l'attività cumuliforme sui rilievi nelle ore pomeridiane.

Stelle - lunga esposizione
La grande magra del Po...
...restituisce relitti del passato

15-22: Effimeri disturbi alla superestate

A partire da Ferragosto il tempo subisce un graduale cambiamento, con le temperature che iniziano molto lentamente a ridimensionarsi. All'alba del 15, un po' a sorpresa, si interrompe l'eccezionale sequenza di notti tropicali (ben 17, dal 29 luglio), con una minima di +19,9°C. La lenta diminuzione è causata principalmente dal calo di geopotenziali, ed anche dai conseguenti temporali che incominciano a trovare terreno più fertile, i primi già dalla sera del 16. Qualche timido piovasco intriso di sabbia sahariana si manifesta anche nei giorni seguenti, fino al transito di un vero e proprio fronte nella mattina del 21 agosto, quando si verifica la prima vera piovuta dell'estate, per un totale di 20 mm. Le precipitazioni, di intensità moderata, si accompagnano ad una giornata da un sapore stranamente autunnale, con la massima che si ferma non sotto i 30... bensì addirittura sotto i 25°C! Ma il tracollo è un fuoco di paglia, e il dì seguente si rileva una massima nuovamente oltre i 30°C.

I vigneti di Pollo
Il tramonto del 19 agosto
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23-31: Basta un tentativo per fare danno

A dispetto dell'elevatissima quantità di energia in atmosfera, i fronti di instabilità giunti sul bacino padano si sono sempre dissolti come ombre, e altrettanto hanno fatto gli annessi temporali. Anche la perturbazione del 21 agosto ha portato con sè fenomeni complessivamente blandi in termini di intensità, condizione che indica gradienti verticali modesti. E intanto il momentaneo reversal pattern indotto da una fugace rimonta azzorriana in atlantico fa di tutto per affievolirsi, e la saccatura discesa sulla mittle-Europa preferisce piegare bruscamente verso SW piuttosto che sfondare sul Mediterraneo centrale. Questa dinamica espone l'Italia a correnti nuovamente sud-occidentali, con la +20 al nord e la +28 al sud a 850 hPa. Durante la giornata del 28, mentre in quota spirano forti correnti da SW, in Pianura Padana l'aria è ferma, e qualche goccia sporca cade da un cielo grigio, che filtra la luce di un sole smerigiato. Mentre la temperatura si porta oltre i 30°C, l'umidità scende a fatica sotto al 70%, determinando così condizioni da elevatissimo disagio fisico. A metà mattina, con 28°C, c'erano 25°C di dew point, condizioni non lontane dalla saturazione. Condizioni afose unitamente a questa orientazione delle correnti in quota producono sempre un temporale intenso che muove dall'Alessandrino fino alle nostre lande, ed in questa giornata attorno alle 15 si sviluppa un temporale su Alessandria, il quale evolve rapidamente a supercella mostrando una netta deviazione verso est nei pressi di Voghera. Attorno alle 16 il temporale giunge a Castel San Giovanni, preannunciato dalla minacciosa struttura spiraliforme del mesociclone. Dopo un paio di raffiche di out-flow, nella zona dove è ubicata la stazione meteorologica si è verificato un breve downburst, pochi minuti di pioggia intensa, ma è stata l'altra parte del paese (nord-ovest) a pagare un conto salatissimo. Chicchi di grandine del diametro di albicocche e palline da tennis si sono abbattuti sui quartieri nord-occidentali, specialmente su Campo d'oro e Pievetta, con devastazione di campi, macchine e tetti, dopodichè la supecella ha proseguito la sua corsa verso Cremona, dove ha abbattuto la guglia del duomo. Ma in quel venerdì pomeriggio, le supercelle a zonzo per la Pianura Padana erano circa una decina, con danni un po' ovunque, specialmente a Brescia e in Veneto. E così, proprio quando l'estate aveva dato l'illusione di potersi smorzare senza fenomeni estremi, la natura ha mostrato il suo volto più duro (ma, meteorologicamente, il più affascinante).

Ore 15:35 - La supercella avanza veloce
La dry-line e il downdraft
Ore 15:38
Zoom grandangolare
E disastro sia!

Bilancio

Ad agosto 2026 la dinamica atmosferica è stata scandita dal netto collasso degli indici di blocco. Nella prima metà del mese, l'eredità dell'onda MJO (debole tra fasi 6 e 7) e la persistenza anticiclonica hanno mantenuto un'intensa ondata di calore con massime costantemente tra 35°C e 38°C, con notti tropicali. Tuttavia, la profonda flessione della NAO, crollata verso valori marcatamente negativi (fino a -2) insieme a una AO anch'essa debolmente negativa, ha destrutturato il getto polare. Questa configurazione ha favorito l'affondo di una saccatura atlantica sul Mediterraneo: il 21 agosto si è verificato un break temporalesco accompagnato da un tracollo temporaneo. Nell'ultima decade, con l'indice MJO ormai confinato nel cerchio nullo e la progressiva risalita della NAO verso la neutralità, l'alta pressione si è parzialmente ristabilita, riportando temperature più calde, ma lontane dai picchi estremi di inizio mese.

Con agosto 2026 si chiude il nono mese consecutivo con temperatura media superiore alla norma climatologica di riferimento. Nel dettaglio, grazie ad una temperatura media di +27,69°C e ad un'anomalia di +4,29°C dal clino 1986-2015, questo mese si colloca non solo come l'agosto più caldo bensì anche come il mese più caldo in assoluto della mia serie storica. Allargando lo sguardo aiutandoci con serie storiche di stazioni più datate, si evince come con elevata probabilità questo mese abbia battuto l'agosto del 2003 e probabilmente anche il luglio del 2015. Ma non finisce qui: sebbene i record sulla singola giornata non siano particolarmente entusiasmanti (diverse punte massime giornaliere più calde sia in anni recenti che nel passato più lontano), agosto 2026 nel complesso si prende anche il primo posto nella classifica dei mesi più anomali, spodestando il recentissimo record di giugno. Seguono altri dati termici degni di nota: 7 giornate con media over 30°C; 20 notti tropicali; 30 massime over 30°C su 31 giorni (di cui 17 over 35°C), affrontate da un'audace massima a soli +24,7°C. La massima mensile assoluta cade il giorno 6, con +38,3°C; la minima assoluta si registra il 30 (+16,9°C).

Temperature medie di agosto dal 2021

Il pattern secco si protrae anche in agosto, e a dispetto di una maggiore dinamicità nella seconda metà del mese, il contesto si mostra poco favorevole alla genesi di temporali, anche in corrispondenza di cambi di circolazione più incisivi. Fatta eccezione per il 21 agosto, quando sono caduti 20,1 mm, nelle altre occasioni ha piovuto pochissimo. Perfino al passaggio della supercella non si sono registrati accumuli pluviometrici significativi: è durata troppo poco per bagnare il terreno, ma quanto basta per scaricare miliardi di chicchi di grandine grossa nelle periferie nord-occidentali del paese. In totale si sono registrati 3 giorni di pioggia e 28,4 mm.

Precipitazioni ad agosto dal 2021

La ventilazione ci rivela quello che io definisco il "grado di saturazione termica padano". Come già osservato altre volte in quest'estate, a dispetto di un pattern anticiclonico che solitamente determina ventilazione da NW o eventualmente da NNE (brezza di valle), questa volta si evince una netta dominanza delle correnti orientali. In questo caso, tuttavia, ciò non ci indica la presenza di circolazioni depressionarie frequenti, bensì è la conseguenza dell'avvicinamento al limite termico della Valle de Po, una soglia termica determinata dal contesto radiativo, climatico e geografico della Pianura Padana, oltre il quale ad un aumento anche minimo di temperatura si contrappongono intense forzanti di retroazione contrarie (feedback negativo). La principale di queste forzanti è quella eolica, ed essendo più intensa ha generato delle vere e proprie brezze di valle, non più perpendicolari al corso del Po bensì risalenti dall'Adriatico. Questo "limitatore" ci spiega anzitutto come mai non si raggiungono i 40°C a dispetto di temperature medie sempre più elevate, ed inoltre ha impedito, a fronte di rimonte in quota sempre più calde, un'altrettanto marcata salita delle temperature al suolo, riducendo così il gradiente verticale e ponendo una pietra tombale su ogni velleità temporalesca per quasi tutto il mese. Solo quando le correnti cicloniche sono ruotate dai quadranti giusti (SW) è emerso il vero potenziale di un'atmosfera così calda.

Direzione del vento
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