Luglio 2026
Blocco anticiclonico senza soluzione di continuità
1-19: Caldo torrido, intenso ma più sopportabile
Il pattern che ha condizionato la seconda metà di giugno subisce un cambiamento proprio con l'inizio del mese di luglio: l'anticiclone delle Azzorre si spinge verso nord-est in Atlantico, creando un'ondulazione ciclonica in discesa lungo le adriatiche e responsabile di un calo termico. Gli effetti al suolo hanno però vita breve sulle regioni di nord-ovest, tanto che nel giorno più "fresco" si registrano estremi di +19,7°C/+32,1°C, e già dal 3 luglio si ritorna su valori da ondata di calore, in un contesto tuttavia parzialmente mitigato da secchi venti di caduta. L'eccessiva espansione della Cella di Hadley verso nord rende i valori molto elevati anche con una circolazione azzorriana, con la magra consolazione di avere a che fare con un caldo torrido anzichè afoso. Una vera e propria ventilazione favonica si attiva dalla sera del 7 luglio, testimoniata anche da una bellissima sfilata di nubi lenticolari in tramonto dalle tonalità accese, ma il giorno 8 si raggiunge l'apice: dopo una minima abbastanza normale (+18,5°C), secchi venti di foehn da nord-ovest abbattono l'umidità al 15% (dew point fino a 7,8°C) permettendo alla temperatura di salire agevolmente fino a +38,8°C. Un contesto davvero sahariano! [metti foto isoterma +25°C sul NW] Permane tuttavia la predisposizione alla ricostituzione del pattern nefasto dominato dalla goccia atlantica, e, a poco a poco che il promontorio mobile trasla verso est (assumendo una componente africana), a ovest si forma di nuovo la famigerata circolazione depressionaria. La ripartenza di una nuova bolla caldissima verso l'Italia porta con sè l'isoterma di +30°C a 850 hPa a lambire la Sardegna, ma fortunatamente tale assalto viene arrestato da una goccia fredda in quota sulle Alpi rimasta pizzicata fra la jet-stream e il nuovo cut-off atlantico.
20-26: Un break ci riporta...nella media!
Sul finire della seconda decade del mese, mentre anche il sud Italia (finora rimasto ai margini della bolla calda) vive un primo assaggio della graticola, in Atlantico l'alta pressione azzorriana ha un nuovo rigurgito di orgoglio, e si prende un po' di spazio verso nord. Ne consegue una temporanea inversione di pattern, con correnti settentrionali in discesa sul nord Italia. Questa dinamica produce precipitazioni localmente intense, ma non da noi. A causa della barriera costituita dall'anticiclone africano a protezione del Mare Nostrum, le correnti settentrionali faticano a penetrare verso sud, concedendo un po' di fiato, ma niente di più di un rientro nella normalità climatica di fine luglio. Di giorno, difatti, non si scende sotto i 31°C, mentre le notti più fresche fanno registrare minime di 16°C.
27-31: Nuova eccezionale ondata di caldo
Il promontorio azzorriano atlantico responsabile di questa tregua crolla come un castello di carte nel giro di una manciata di giorni, e ciò si traduce in un disastroso ritorno all'ancien regime meteorologico: la +23 in quota ritorna sul nord Italia, con valori al suolo in nuovo aumento fino a estremi giornalieri di +23/+37°C al piano. Le condizioni peggiori si raggiungono nel nord-est, dove valori prossimi ai 40°C sono accompagnati da dew-point fino a 25-28°C, tanto che al mattino le pianure venete si risvegliano di tanto in tanto nella nebbia! Per non farsi mancare nulla, anche luglio mette a segno due giornate con media termica superiore a 30°C.
Bilancio
Nel mese di luglio 2026, la riattivazione della MJO lungo la traiettoria equatoriale nelle fasi 6 e 7 ha modificato profondamente la guida d'onda planetaria, traslando il cuore dell'alta pressione verso le Isole Britanniche e il medio Atlantico. Sebbene la prima decade abbia mantenuto temperature elevate sia per inerzia termica dal mese precedente sia per la compressione e l'essiccamente dei venti settentrionali di caduta dalle Alpi, l'instaurazione di questo blocco settentrionale ha progressivamente interrotto il getto zonale, aprendo la strada a correnti più temperate da est lungo il suo bordo meridionale. Tra il 14 e il 26 luglio i valori termici sono così diminuiti fino a riallinearsi alle medie climatologiche. A fine mese, la prolungata permanenza della MJO in fase 8 ha completato il consueto tempo di propagazione d'onda: la saccatura atlantica a monte ha richiamato una nuova cupola anticiclonica subtropicale sul Mediterraneo, attivando una nuova e più intensa ondata di calore.
I venti di caduta prima e le due ondate di caldo poi, unitamente alla secchezza superficiale (e profonda) dei terreni, hanno condizionato fortemente la temperatura media di luglio 2026, portandola ampiamente al di sopra delle medie storiche e facendo registrare una media di +27,33°C (+3,33°C di anomalia). Nonostante il valore senz'altro molto significativo, non si tratta di un primato nemmeno per questa giovanissima stazione meteorologica: con +27,47°C è il 2022 a detenere la prima posizione (e, allargando lo sguardo a serie storiche di più ampio respiro, il 2015 fu ancora superiore nel Nord Italia). Sebbene la breve rinfrescata in avvio di terza decade abbia inficiato il potenziale nuovo record di temperatura media, limando soprattutto i valori minimi notturni, ciò non è bastato ad avere una media minima inferiore a 20°C (+20,09°C). Le massime, invece, sottolineano un'ondata di caldo pressochè senza interruzioni (+34,59°C di media). Gli estremi sono stati registrati l'8 luglio (+38,8°C) e il 23-24 luglio (+16,4°C). Senz'altro degna di nota è l'escursione termica dell'8 luglio, ben 20,3°C. Altrettanto notevole è la fila di 31 giorni su 31 con massime oltre i 31°C Nel mese si contano ben 16 massime oltre i 35°C e altrettante minime al di sopra dei 20°C. La giornata più fresca si è chiusa in perfetta media climatica.
Nonostante la forte somiglianza con l'estate 2022, quella di quest'anno non presenta gli stessi forti temporali. Dopo un mese di giugno dominato dalla stabilità su tutta la pianura, luglio 2026 resiste sulla medesima falsariga, chiudendosi con solo 6,9 mm di pioggia in 2 giornate. Nonostante ci si attende che, con la maggior secchezza dei suoli, il gradiente verticale venga esasperato, il passaggio del giorno 15 (previsto unanimamente come un evento di portata devastante dalla modellistica di alta risoluzione) si è risolto in una pioggia quasi autunnale.
A dispetto della persistenza dell'anticiclone, si è osservata una rotazione dei venti dominanti dai quadranti orientali. Questo è spiegato dallo spostamento dei massimi sulle isole britanniche, verso nord-ovest, che ha lasciato spazio ad infiltrazioni da est (tutt'altro che refrigeranti). Sarebbe interessante capire come la permanenza del blocco e la completa disseccazione dei suoli abbia sfavorito le brezze locali a regime diurno, probabilmente per riduzione delle differenze termiche fra le superfici che si creano normalmente quando c'è acqua da far evaporare.
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