FEBBRAIO 2022

Primavera anticipata

1-11: Inverno non pervenuto

I primi due giorni sono caratterizzati da un'attiva ventilazione di favonio che porta ancora una volta temperature primaverili (+19,1°C il 2) e che pulisce l'aria rendendo visibili le prealpi senza neve. Si aggrava così la già pessima situazione idrica in cui versa il nord Italia. Dopo alcune giornate anticicloniche con nebbie diffuse in pianura nelle ore buie, il 7 irrompe nuovamente il föhn, questa volta con raffiche molto sostenute che toccano i 61 km/h, e mentre torna a splendere un tiepido sole l'umidità relativa scende sotto il 20%. Solo a fine periodo timide stratificazioni nuvolose iniziano a sporcare il cielo, ma sempre in un contesto di temperature molto al di sopra della norma.

Le colline, la pianura, la Grigna

Ben visibili gli edifici e Milano

Borgonovo e Piacenza

Visibilità ottima grazie al favonio

Ziano al crepuscolo

12-16: Fugace apparizione della stagione invernale

Dopo una prima decade di febbraio tra le più calde di sempre, da sabato 12 un'ondulazione un po'più marcata della corrente a getto subpolare si trascina dietro una massa d'aria più fredda che fa il suo ingresso sul nord Italia con venti di bora, portando la temperatura a 850 hPa a -4°C. Nel frattempo, una seconda area di bassa pressione intraprende la stessa rotta, ma sprofonda un po' più a ovest, in corrispondenza della penisola iberica. Da questa posizione inizia un lento movimento verso levante, preceduta da tiepide correnti meridionali le quali investono in pieno il settentrione. Dalle prime ore di lunedì 14, infatti, sopraggiunge l'avanguardia della perturbazione, e, grazie al modesto raffreddamento notturno avutosi prima che il cielo si coprisse, qualche fiocco raggiunge la pianura prima dell'aumento termico diurno e della trasformazione in pioviggine. Nonostante i +6°C raggiunti in pieno giorno, dalla sera precipitazioni sempre deboli ma più convinte trascinano giù l'aria fredda presente in quota, e nella notte la pioggia gira in neve. Entro le 9.00 si accumulano 3,5 cm di neve, ma poi la temperatura risale e segue nuova pioggia che dilava il sottile manto, per un totale di 14 mm in tutto il peggioramento. Stanti le temperature positive durante l'evento, le cumulate risentono fortemente della componente altimetrica, tant'è che si riscontrano circa 5 cm dai 300 mt, 10 cm dai 500 mt, 20-25 cm dai 1000 mt e misure ancora superiori sul crinale. Già dal giorno seguente ritorna caparbiamente l'alta pressione, ma, mentre in collina la neve si ritira oltre i 500 mt, la pianura resta avvolta dalla nebbia per quasi tutta la giornata.

Ore 5.30

Nevicata in intensificazione con +0,3°C

È sempre benvenuta

Sempre più fitta

All'alba

Cicogni (700 mt) con 10 cm

La Val Trebbia al tramonto

17-24: Tra nebbie mattutine e giornate primaverili

La parentesi invernale ha vita breve. Il vortice polare è molto profondo e compatto per il periodo, pertanto la circolazione atmosferica resta bloccata e l'Italia avvolta dall'alta pressione. Inizia una nuova serie quasi ininterrotta di belle giornate, con nebbie mattutine in rapido dissolvimento diurno. Tra il 21 e il 22 ci troviamo nuovamente tra una forte alta pressione e un profondo vortice ciclonico in transito sui Balcani, e ancora una volta il forte gradiente barico determina intensi venti di foehn che portano la temperatura fino a +18,6°C. Le giornate che si allungano e i valori termici così dolci portano una fioritura anticipata, fenomeno che rende la vegetazione vulnerabile a possibili ondate di freddo tardive, le quali sono frequenti dopo inverni che, come in questo caso, non hanno fatto la loro parte.

Nebbia bassa e fittissima

25-28: La Russia invade l'Europa anche sul fronte meteo

Ci siamo, il vortice polare, complice l'avanzamento stagionale, è finalmente al collasso. Questo, però, potrebbe costituire una buona o una cattiva notizia: da un lato la circolazione che ha mantenuto mite ma soprattutto siccitoso questo "non inverno" è destinata a sbloccarsi, con il possibile ritorno di benefiche piogge e della neve sulle nostre montagne preoccupantemente spoglie; dall'altro diventano possibili retrogressioni continentali, fenomeno che potrebbe compromettere le colture e le piante che sono già in fiore dopo il gran caldo di questi ultimi giorni. Ma un primo cambiamento si osserva già dal 25, quando aria molto fredda affluisce dalla Russia, amara ironia della sorte che vede questo fenomeno coincidere con l'invasione dell'Ucraina ad opera proprio delle truppe russe. Così, in concomitanza con l'irrompere di venti di guerra, il 25 ritorna a soffiare il foehn. Nel corso di sabato 26, grazie all'approfondirsi di una depressione sullo Ionio, la massa d'aria fredda (-5°C a 1500 mt) si inserisce in Pianura Padana, contribuendo a rinvigorire l'afflusso continentale e portando modeste nevicate da stau fino alle prime colline dall'Emilia orientale lungo tutto il versante adriatico. La massa d'aria sedimenta facendoci riassaporare l'inverno proprio ora che siamo alle porte della primavera meteorologica. Il mese si conclude con la sua alba più rigida (-4,5°C) e dalla sera nuovi venti di bora preannunciano l'ingresso di un secondo nucleo freddo in quota.

Montalbo


Bilancio

Chi, dopo 3 anni di record di caldo, si aspettava un mese di febbraio dai connotati quantomeno invernali è rimasto certamente deluso dalla performance dell'ultima parte di questo inverno. Anche questa stagione ha patito un ridimensionamento notevole ad opera di un vortice polare eccezionalmente forte e compatto (allegare grafico T a 30 hpa). L'unica parentesi invernale di questo mese si è mostrata a metà, mentre prima e dopo il protagonista indiscusso è stato l'anticiclone. A fronte di minime tutto sommato accettabili (media +0,26°C), le massime sono da primavera (+12,74°C). A conti fatti, l'anomalia risulta essere di +2,76°C rispetto al periodo 1986-2015 (+6,26°C contro una media storica di +3,50°C), mentre le precipitazioni ammontano a 14,6 mm, un valore ancora una volta inferiore alle attese e che aggrava ulteriormente la già drammatica siccità che si protrae ormai da quasi un anno e a cui solo novembre aveva posto un freno. Emblematica è la situazione attuale del bacino idrografico del Molato, il quale si attesta su un livello tipico di fine estate. Gli estremi termici massimo e minimo del mese, toccati rispettivamente il 2 e il 28, sono di +19,1°C e -4,5°C. Si contano 9 giorni di nebbia e un giorno di neve (3,5 cm totali), mentre le gelate (Tmin<=0°C) sono 16.

Temperature medie (°C) Prp (mm)
+0,26 +12,74 +6,26 14,6

Commento sull'inverno meteorologico 2021-2022 (1 dicembre 2021 - 28 febbraio 2022)

L'inverno si chiude con una media di +3,17°C e un'anomalia termica complessiva di +0,88°C sulla norma 1986-2015 (circa 8 decimi di grado più fresco dello scorso): questo perchè durante questa stagione, sebbene a fronte di massime elevate, abbiamo avuto molte giornate con nebbia, le quali hanno mantenuto bassi per diverse ore i valori termici. Le precipitazioni sono state invece decisamente scarse e ammontano a 75,7 mm. La neve si è presentata con accumulo in 3 giornate, per un totale di appena 19,5 cm, ma di contro l'anticiclone ha garantito numerosissime gelate (20 in dicembre + 27 in gennaio + 16 in febbraio = 62), nebbie (22 in dicembre + 14 in gennaio + 9 in febbraio = 45 giorni sui 90 della stagione) e episodi di galaverna e calabrosa (5 in dicembre + 4 in gennaio = 9). Gli estremi termici minimo e massimo, toccati rispettivamente il 12 dicembre e il 2 febbraio, sono di -9,6°C e +19,1°C. Neanche una giornata di ghiaccio in tutta la stagione. È utile rievocare un confronto con lo scorso anno. In quell'occasione l'inverno era risultato estremamente piovoso in pianura e nevoso dalle quote collinari, con temperature al piano mitigate dalla frequente nuvolosità e in quota sottomedia grazie alla circolazione fredda e ciclonica per tutta la prima metà di stagione. La stagione 2021-2022 ha invece osservato l'opposto, ovvero la persistenza di un regime altopressorio dovuto ad un vortice polare che nemmeno nella famigerata stagione 2019-2020 aveva raggiunto tale intensità; tuttavia, mentre nella seconda parte dell'inverno il favonio ha mitigato anche il bacino padano, nella prima metà della stagione il microclima ha potuto dare il meglio di sè grazie alla neve al suolo e alla radiazione debole e limitata, "proteggendo" così la temperatura media e mantenendola su valori normali o a tratti freddini. Eccezion fatta per quelle due settimane tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, a livello di configurazioni l'inverno 2021-2022 non c'è mai stato, tant'è che in montagna dopo quella buona partenza hanno prevalso temperature miti (spesso troppo miti) e terreni scandalosamente privi di copertura nevosa, specie dopo gli eventi favonici di fine gennaio. Solo con l'inizio della primavera meteorologica si è assistito ad un ritorno del freddo.

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